Tre anni fa abbiamo organizzato alcune interviste dal vivo con gli artisti Syos. Ora vorrei condividerle di nuovo con voi e ho scritto un riassunto di tutte le discussioni sotto il video. Spero che vi piaccia!
Radici musicali e prime ispirazioni
Il viaggio musicale di Joe Lovano inizia alla tenera età di cinque anni, quando suo padre, un importante sassofonista di Cleveland, gli mette in mano per la prima volta un sassofono contralto. Cresciuto in una casa piena di musica, il giovane Joe si è immerso nella ricca tradizione dello swing, del bebop e del jazz moderno grazie al suono del padre e alla sua vasta collezione di dischi. I legami del padre con il mondo del jazz erano profondi, avendo condiviso jam session con leggende come Gene Ammons e John Coltrane nei primi anni Cinquanta. Queste prime esperienze, dall'imparare a mettere un'ancia su un becco all'ottenere il suo primo tono, hanno costituito le fondamenta della vita musicale di Lovano.
Influenze formative del jazz
La prima educazione musicale di Lovano è stata plasmata dall'impressionante collezione di dischi del padre, con giganti come Miles Davis, Charlie Parker, Thelonious Monk e Max Roach. Queste registrazioni gli hanno insegnato lezioni cruciali sul tempo, sul ritmo e sullo sviluppo melodico. Suo padre sottolineava l'importanza dell'ascolto, insegnandogli a sentire veramente e a interiorizzare ciò che stava ascoltando. Questa base di ascolto attivo ha aiutato Lovano a sviluppare la sua comprensione della creazione di melodie all'interno di strutture armoniche e ha gettato le basi per le sue future esplorazioni musicali.
Gli anni di Berkeley
Nel 1971, Lovano è entrato al Berkeley College of Music, segnando l'inizio di un rapporto che continua tuttora. Ha studiato sotto i rinomati istruttori John LaPorta e Joe Viola, ed è stato selezionato per l'ensemble di Gary Burton durante il primo periodo di insegnamento di Burton alla scuola. L'esperienza di Berkeley si è rivelata trasformativa e ha portato a legami con futuri collaboratori come John Scofield, Bill Frisell e Kenny Werner. Oggi, titolare della cattedra Gary Burton in Jazz Performance a Berkeley da oltre due decenni, Lovano sottolinea l'importanza di sviluppare la propria voce piuttosto che limitarsi a imitare gli altri.
Evoluzione come artista discografico
La carriera discografica di Lovano, in particolare il suo rapporto con la Blue Note Records, rappresenta un capitolo significativo nella storia del jazz contemporaneo. La sua permanenza alla Blue Note comprendeva tre contratti consecutivi per sette dischi, che hanno dato vita a circa 25 registrazioni. Un progetto di spicco è stato "Rush Hour" con Gunther Schuler, caratterizzato da orchestrazioni innovative per fiati, ottoni, percussioni e archi. Il suo lavoro in trio, da "Trio Fascination" con Dave Holland ed Elvin Jones all'attuale progetto Trio Tapestry, mostra la sua continua evoluzione come artista.
Il Potere del Trio
Quando parla del formato trio, Lovano parla con particolare entusiasmo della comunicazione unica possibile tra tre musicisti. Il suo album "Flights of Fancy" ha esplorato questo concetto attraverso quattro diverse combinazioni di trio, ognuna delle quali ha messo in luce aspetti diversi della sua visione musicale. Lovano descrive l'impostazione del trio come un equilibrio perfetto per una profonda interazione musicale, che permette di far accadere quella che lui chiama "magia" quando tre musicisti centrati respirano e creano insieme.
Vertice del sassofono
Intorno al 1998-1999, Lovano ha collaborato con Dave Liebman e Michael Brecker per formare Saxophone Summit, un progetto ispirato all'ultimo periodo di John Coltrane. Il concetto di improvvisazione collettiva del gruppo ha creato quello che di fatto è diventato tre quartetti all'interno di un sestetto. Dopo la scomparsa di Brecker, il gruppo si è evoluto includendo altri sassofonisti di rilievo come Chris Potter, Joshua Redman e Ravi Coltrane, mantenendo il suo spirito di esplorazione collaborativa e sviluppando al contempo nuove direzioni.
Progetti in corso e direzioni future
Le registrazioni più recenti includono un nuovo progetto chiamato "Three as One" con Tyshawn Sorey e Bill Frisell, registrato nello storico Van Gelder Studio. Lovano continua a perseguire nuove collaborazioni, tra cui il progetto di lavorare con Joey DeFrancesco e l'aspirazione di lavorare con John McLaughlin. Questi progetti riflettono il suo costante impegno a spingersi oltre i confini musicali, pur mantenendo i legami con le tradizioni del jazz.
Prospettive sulla musicalità
Per Lovano, la grande musicalità trascende l'abilità tecnica. Egli sottolinea l'importanza di sviluppare un legame personale con il proprio strumento e di trovare il modo di esprimere la profondità spirituale attraverso il suono. Il suo approccio centra l'obiettivo di essere abbastanza versatile da adattarsi a diverse situazioni musicali, mantenendo l'autenticità della propria espressione.
Adattamento creativo durante la pandemia
Il periodo della pandemia COVID-19 ha portato nuove opportunità di esplorazione musicale. Lovano ha trascorso molto tempo a duettare con la moglie, la cantante Judy Silvano, e ha partecipato a vari eventi in livestream. Sviluppò nuovi approcci compositivi, tra cui la scrittura di tonalità in sequenze senza battute, che portarono a brani come "All as One". Questo periodo di introspezione e sperimentazione ha aggiunto nuove dimensioni al suo già ricco vocabolario musicale.
Guida per i musicisti emergenti
Lovano consiglia ai giovani musicisti di esplorare la "musica interiore" quando suonano con altri, sottolineando l'importanza di un approccio privo di egoismo all'esecuzione. Sottolinea la necessità di trasformare il materiale di studio in un'espressione naturale e fluida, piuttosto che dimostrare semplicemente una competenza tecnica. La sua filosofia è incentrata sullo sviluppo di una voce personale, pur mantenendo un profondo rispetto per la tradizione.
L'arte di ascoltare
Nel corso della nostra conversazione, Lovano ha ripetutamente sottolineato l'importanza fondamentale dell'ascolto nello sviluppo musicale. Ha condiviso la potente esperienza di ascoltare all'aperto il concerto di Coltrane del 1966 alla Temple University, descrivendo come il diverso ambiente abbia creato nuove intuizioni in una musica familiare. Questo approccio all'ascolto attivo e impegnato rimane centrale nella sua filosofia musicale e nel suo insegnamento.


























