Seun Kuti, il figlio più giovane della leggenda dell'afrobeat Fela Kuti, continua a dimostrare che portare avanti un'eredità musicale può essere potente quanto aprire nuove strade. In una recente sessione dal vivo su KEXP, Seun Kuti & Egypt 80 hanno dato vita a un'esibizione elettrizzante che è stata in egual misura protesta sociale e gioiosa celebrazione musicale. Sostenuto dagli Egypt 80, la stessa band che una volta suonava con suo padre, Seun incanala lo spirito degli albori dell'Afrobeat. Il risultato è uno spettacolo piacevole e politicamente carico, che onora le radici dell'Afrobeat e dimostra perché alcune formule musicali non hanno bisogno di essere modificate per rimanere rilevanti e d'impatto.
Onorare un'eredità invece di reinventarla
Seun Kuti ha ereditato scarpe enormi da riempire. Fela Kuti non è stato solo un pioniere dell'afrobeat, ma anche un impavido politico, e Seun ha curato la fiamma del padre dalla scomparsa di Fela nel 1997. All'età di 14 anni, Seun è diventato il leader degli Egypt 80, e circa tre quarti della formazione attuale è composta da musicisti che hanno lavorato sotto Fela. Piuttosto che discostarsi radicalmente dallo stile del padre, Seun ha scelto di preservare ed estendere l'eredità del genere. Nello stesso modo in cui Damian Marley ha portato la fiaccola del reggae, Seun accetta di essere un tedoforo dell'Afrobeat.
Un grande esempio di legacy building è la sua collaborazione con Damian Marley nella canzone "Dey" daHeavier Yet (posa la testa senza corona). Così come Damian Marley ha mantenuto l'eredità di suo padre nel reggae, la collaborazione di Seun con lui evidenzia la bellezza della musica legacy e dimostra che preservare le proprie radici può unire artisti e ascoltatori che desiderano la continuità.
I punti salienti della performance KEXP
La sessione live di Seun Kuti & Egypt 80's su KEXP ha combinato un commento culturale acuto con i ritmi trascinanti dell'afrobeat. Eseguendo brani tratti dal nuovo album di Seun, la band ha proposto una musica socialmente consapevole ma radicata nel ritmo che l'ha resa coinvolgente e accessibile.
"Stand Well Well"ha aperto il set con un appello alla vigilanza e alla resistenza contro l'oppressione. Costruito su un ritmo Steady e su strumenti, il brano presenta versi come"Tutti vogliono diventare virali, nessuno vuole avere un senso". che sembrava puntuale e preciso. Gli strumenti hanno rafforzato il discorso di Seun, mostrando come l'afrobeat utilizzi il ritmo per veicolare il suo messaggio.
"T.O.P. (Things Over People)" centrato sul materialismo e sulla cultura che mette il profitto al di sopra della vita umana. Il suo solco era liscio e Steady, con il ritornello"Na la guarigione di cui abbiamo bisogno" che funge da contrappunto ripetuto alla critica. La canzone è cresciuta costantemente in intensità, bilanciando il commento con una forte pulsazione musicale.
Dopo le canzoni, Seun ha approfondito direttamente i temi, parlando di corruzione, disuguaglianza e priorità sbagliate. Ha messo in discussione la fissazione dei miliardari per l'esplorazione dello spazio e ha sfidato le narrazioni che inquadrano l'Africa come dipendente da investimenti esterni. Le sue osservazioni hanno rafforzato l'idea che l'Afrobeat è sia musica che piattaforma.
Questo messaggio non è isolato alla sessione KEXP. In un recente filmato di performancesu InstagramSeun dice a un pubblico europeo che, pur apprezzando la loro preoccupazione per le crisi a Gaza, in Iran o in Sudan, la loro vera responsabilità è quella di affrontare l'ascesa del fascismo e delle disuguaglianze nei loro Paesi. È un esempio di come sfida gli ascoltatori a guardarsi dentro, ricordando loro che la protesta inizia a casa. Questa prospettiva ha informato i monologhi intrecciati nella sua performance alla KEXP, esortando il pubblico non solo a simpatizzare con le lotte lontane, ma a responsabilizzare i propri leader.
Seun si è alternato tra voce, tastiere e sassofono. L'argomento del concerto è stato serio, ma sostenuto da groove e melodie che lo hanno reso divertente e avvincente.
Il suono afrobeat (e la connessione con il Syos?)
La sessione di KEXP ha preso vita grazie alla potenza musicale degli Egypt 80 e all'accurato fatto che sta dietro al loro suono. L'afrobeat è una ricca miscela di funk, jazz, soul e ritmi dell'Africa occidentale, e Seun si appoggia a tutti questi elementi. Gli arrangiamenti hanno permesso a ogni strumento di brillare pur servendo il groove collettivo. La sezione dei fiati è stata particolarmente importante, in quanto ha dato vita a riff, risposto ai richiami vocali di Seun e fornito gli accenti taglienti che fanno progredire l'Afrobeat.
Anche il sassofono di Seun si è distinto. Come suo padre, usa il sax come una seconda voce. Durante lo show di KEXP, i suoi assoli di sax contralto sono stati infuocati e pieni di anima, tagliando il mix con intensità.
Seun è un artista Syos e suona con un becco personalizzato per sassofono Syos progettato per soddisfare le sue esigenze. Questo allineamento riflette l'intenzionalità di Seun nei confronti del tono e dell'esecuzione. Il tono chiaro e tagliente del sax in canzoni come "T.O.P." è il prodotto di un musicista che ha plasmato il suo set up per massimizzare l'espressione. Per molti versi, la collaborazione tra Seun e Syos riflette l'etica della performance stessa: dare forma al proprio suono rimanendo fedeli alle proprie radici.
Conclusione
Rimanendo fedele al modello afrobeat tracciato da Fela, Seun ha evidenziato la perdurante rilevanza di quella musica nell'affrontare i problemi di oggi. C'è qualcosa di bello nel mantenere viva la musica ereditata. Collega le generazioni e ci ricorda che alcuni messaggi non scadono.
L'eredità di Kuti è al sicuro nelle sue mani, portata con orgoglio, funk e fuoco. Quando l'eredità incontra la passione e la competenza, il risultato è magico. Seun Kuti & Egypt 80 ha lasciato gli ascoltatori con la testa che batte, i piedi che si muovono e le menti che riflettono. L'afrobeat è sempre stato ritmo e rivoluzione, e Seun fa in modo che ciò continui.

























